Lombardia: modello di gestione 231 obbligatorio dal 2011

La Regione Lombardia ha introdotto l’obbligo di adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal D.Lgs. 231/01 per le imprese che intendono accreditarsi per l’erogazione dei servizi di istruzione e formazione professionale e per l’erogazione dei servizi per il lavoro.
L’obbligo è introdotto dal Decreto Regionale n. 5808/10: “approvazione dei requisiti e delle modalità operative per la richiesta di iscrizione all’albo regionale degli operatori pubblici e privati per i servizi di istruzione e formazione professionale e per i servizi al lavoro…”,

La delibera precisa anche che:

  • il codice etico adottato deve essere oggetto di specifica informativa e formazione per tutti i collaboratori dell’ente;
  • l’Organismo di Vigilanza deve rispettare i requisiti di autonomia e di indipendenza previsti dalla giurisprudenza in materia. Se ne auspica una composizione collegiale e l’adozione di un regolamento di funzionamento. La composizione deve, inoltre, considerare la specificità dell’applicazione del D.Lgs. 231/01 nella filiera lombarda dell’istruzione, formazione e lavoro che prevede, tra l’altro, la presenza di un nucleo regionale di monitoraggio che si relazioni in via prioritaria con gli organismo di vigilanza degli degli enti accreditati.
  • il modello organizzativo deve prevedere: un sistema organizzativo sufficientemente chiaro e formalizzato, soprattutto per quanto attiene l’attribuzione di responsabilità le linee di dipendenza gerarchica e la descrizione dei compiti, con specifica previsione di principi di controllo quali, ad esempio, la contrapposizione di funzioni e l’abbinamento di firma; separazione di funzioni tra chi autorizza un’operazione e chi la contabilizza, la esegue operativamente e la controlla; assegnazione di poteri autorizzativi e di firma in coerenza con le responsabilità organizzative e gestionali definite; registrazione, autorizzazione e verifica di ogni operazione, con controllo di legittimità, coerenza e congruenza;
  • il modello organizzativo deve articolarsi in una parte generale e una parte speciale. La parte generale deve descrivere ed elaborare i risultati della fase di risk assessment, La parte speciale si articola nelle procedure specifiche adottate per la gestione del rischio (risk management) nelle aree caratteristiche e nelle procedure “strumentali” al funzionamento dei processi caratteristici. Le procedure devono evidenziare i flussi di informazione previsti verso l’Organismo di Vigilanza.

A partire dal 1 aprile 2011 l’adeguamento alle disposizioni del D.Lgs. n. 231/01 costituisce un requisito essenziale ai fini dell’iscrizione all’Albo degli enti accreditati.

La delibera identifica, infine, i tempi di adozione e di comunicazione del Modello e del Codice Etico e di istituzione dell’Organismo di Vigilanza.