Cassazione: sentenze discordanti sull’infortunio in itinere

La Corte di Cassazione, con due recenti sentenze, ha fornito discordanti interpretazioni in materia di infortunio in itinere.
Nella sentenza 24 settembre 2010, n.20221, la Suprema Corte ha ribadito che per rischio elettivo, che esclude l’occasione di lavoro ai fini della risarcibilità Inail, si intende una condotta personalissima del lavoratore, avulsa dalla prestazione lavorativa, esercitata o intrapresa volontariamente in base a ragioni e a motivazioni del tutto personali. Idonea, quindi a interrompere il nesso eziologico tra prestazione ed attività assicurata.
In materia di infortunio in itinere, la scelta abituale di un percorso, anche se non il più breve, non costituisce un’ipotesi di rischio elettivo e, pertanto, l’infortunio verificatosi nel tragitto casa lavoro deve essere risarcito dall’Inail.
Di diverso avviso è la sentenza del 22 settembre 2010, n.19937: la Suprema Corte ha ritenuto corretta la decisione del caso del giudice di merito, dove si era utilizzato il criterio della via più breve del tragitto casa lavoro per valutare il rischio elettivo dell’infortunato, e quindi non risarcito.
Sulla materia si attende ora una pronuncia a Sezioni Unite che possa ricomporre, ai fini della certezza del diritto, il contrasto giurisprudenziale.

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