CdM: approvato il Regolamento del Codice Appalti

Nel Consiglio dei Ministri del 18/6/2010 è stato approvato in via definitiva il regolamento al Codice Appalti.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Regolamento di esecuzione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”

Il regolamento (360 PAGINE) contiene la disciplina esecutiva ed attuativa del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Innova e sostituisce molte fonti precedenti relative a contratti pubblici per lavori nei settori ordinari (anche lavori di architettura ed ingegneria, forniture ed altri servizi), nonché nei settori speciali. Con l’approvazione del regolamento, il provvedimento termina un lungo iter che lo ha coinvolto molteplici enti: Consiglio di Stato, Conferenza unificata, Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Ecco in sintesi le principali novità:

  • È stato confermato lo stralcio dell’Allegato A1, che fissava regole più severe per la qualificazione delle imprese nelle categorie di opere specializzate.
  • Resta invariata la disciplina che consente alle imprese generali di realizzare le opere speciali subappaltando i lavori alle imprese specialistiche.
  • Le stazioni appaltanti hanno ora l’obbligo di affidare i servizi di ingegneria e architettura per la progettazione delle opere pubbliche solo con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non più con quello del massimo ribasso. Agli elementi qualitativi dell’offerta sarà attribuito quindi un peso maggiore rispetto al prezzo e, al fine di disincentivare ribassi eccessivi, l’attribuzione del punteggio all’elemento prezzo
  • Nuova validazione del progetto, che diviene obbligatoria su ogni livello di progettazione e dovrà svolgersi in parallelo e in contemporanea con la progettazione, e non dopo la sua conclusione. La validazione potrà essere eseguita da società specializzate, che dovranno accreditarsi presso il Servizio tecnico centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
  • Obbligatoria la qualificazione SOA per progettazione e costruzione, nonché il possesso dei requisiti progettuali richiesti dal bando. Se l’impresa non possiede tali requisiti potrà avvalersi di un progettista.
  • Nuove sanzioni: l’uso di certificati falsi sarà punito con una multa fino a 51 mila euro e con la sospensione dell’attività per un anno; la mancata risposta alle richieste dell’Authority o delle Soa comporterà una multa fino a 25 mila euro.

Pubblichiamo in anteprima il documento che apparirà in gazzetta ufficiale con l’originale del regolamento, firmato dal CdM.

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