Estate 2012: caldo estivo e sicurezza per i lavoratori esposti a particolari rischi.

Il 20 Luglio 2012  inizia il mese del Ramadan che prevede, per alcuni lavoratori,  il divieto di consumare cibi ed acqua dall’alba al tramonto. (termine del Ramadan: 18 agosto 2012)

Questa circostanza rappresenta un oggettivo elemento di rischio, che comporta l’obbligo di una specifica valutazione da parte del datore di lavoro chiamato, secondo l’articolo 28 del D.Lgs 81/08, a considerare i gruppi di lavoratori “esposti a rischi particolari” (tra cui, a titolo di esempio, quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi).

I lavoratori esposti ad alte temperature, impiegati, per esempio, in lavori in altezza, in lavori all’aperto, alla guida di veicoli, meritano una specifica valutazione e, se necessario, l’attuazione di misure di prevenzione che possono consistere,  nella modifica degli orari di lavoro o della durata del turno, nella modifica delle mansioni affidate o delle modalità di esecuzione, ecc.

I rischi concreti che possono insorgere vanno dalla disidratazione al colpo di sole e al più grave colpo di calore, lo svenimento, il collasso e, in casi particolari, l’arresto cardiaco.

Pertanto, in ogni azienda, deve essere attentamente e preventivamente valutato il maggior rischio che il digiuno può comportare. Se esistono mansioni per le quali sussiste un maggior rischio, è obbligatorio attuare adeguate misure di prevenzione.

I casi più ricorrenti di mansioni per le quali è necessario intervenire con azioni correttive sono:

  • lavoratori agricoli addetti alla raccolta di vegetali e, in generale, all’agricoltura
  • lavoratori addetti alla raccolta dei rifiuti
  • operai impiegati nelle attività di asfaltatura
  • operai addetti ai lavori in quota, su ponteggi e simili
  • operai addetti al lavoro in spazi confinati
  • guardianìa privata e attività di vigilanza
  • addetti a lavorazioni in capannoni non ventilati
  • addetti a lavori in ambienti con umidità vincolata (es. tessitura)

A seconda dello specifico impiego, sono possibili differenti azioni di prevenzione o protezioni, fra le quali, gazzebi o tende parasole, aree di riposo riparate, turni differenziati, diversa organizzazione del lavoro, anticipazione dell’inizio dei turni di lavoro, ecc.

In ogni caso, le procedure di gestione delle emergenze e di primo soccorso devono tener conto della specifica circostanza dovuta alla presenza di lavoratori che osservano il digiuno del Ramadan e l’esistenza di mansioni a rischio.

E’ necessario ricordare che al lavoratore non può essere imposto di consumare cibi o bevande. Tuttavia, per le medesime ragioni, all’azienda non può essere imposto di esporre un lavoratore ad un rischio inaccettabile:  laddove non sia possibile attuare alcuna misura temporanea di prevenzione o protezione, diventa obbligatorio considerare i lavoratori che osservano il digiuno come temporaneamente non idonei alla mansione e provvedere come indicato dall’articolo 42 del D.Lgs 81/08, “adibendo, ove possibile, il lavoratore a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori”.

Pubblichiamo, per i clienti dello studio e gli abbonati alle professional newsletter, un  poster in alta risoluzione che può essere affisso in bacheca o presso le aree ristoro, per ricordare ai lavoratori l’importanza e le metodologie di protezione dai raggi solari.

Sul poster sono riportate, oltre a semplici indicazioni di prevenzione, le corrette metodologie di lavoro per chi è esposto al caldo o ai raggi del sole.

La sicurezza del lavoro non va in vacanza.

 

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