Lavori all’aperto in estate e usi religiosi: la valutazione dei rischi

Oggi, 11/08/2010, è iniziato il mese di digiuno per i mussulmani che, osservando i precetti del proprio credo, si devono attenere agli usi e agli obblighi imposti dalla religione.

Il digiuno totale, sino all’8 settembre,  ha inizio con l’alba e termina solo al tramonto e può comportare una serie di problemi, in ambito lavorativo, connessi a quelle mansioni che espongono il lavoratore ad una particolare fatica fisica, a particolari rischi o , più in generale, a situazioni che non possono essere affrontate senza una adeguata idratazione o apporto di energie.

Il D.Lgs 81/08, impone, al datore di lavoro, di valutare tutti i rischi, “ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” (tra cui, a titolo di esempio, quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi).    Vedi Art. 28 del D.Lgs 81/08

Pertanto, in ogni azienda, deve essere attentamente e preventivamente valutato il maggior rischio che il digiuno del Ramadan può comportare. Se vengono evidenziate mansioni per le quali sussiste un maggior rischio, è obbligatorio attuare adeguate misure di prevenzione.

I casi più frequenti, che in questo periodo stiamo verificando, sono:

  • lavoratori agricoli addetti alla raccolta di vegetali
  • operai impiegati nelle attività di asfaltatura
  • operai addetti ai lavori in quota, su ponteggi e simili
  • guardiania privata e vigilanza armata

A seconda dello specifico impiego, sono possibili differenti azioni di prevenzione o protezioni, fra le quali, gazzebi e aree di riposo riparate, turni differenziati, diversa organizzazione del lavoro, anticipazione dell’inizio dei turni di lavoro, ecc.

E’ sufficiente ricordare che al lavoratore non può essere imposto di consumare cibi o bevande. Tuttavia, per le medesime ragioni, all’azienda non può essere imposto di esporre un lavoratore ad un rischio inaccettabile.

Per queste ragioni, laddove non è possibile attuare alcuna misura temporanea di prevenzione o protezione, diventa obbligatorio considerare i lavoratori che osservano il digiuno come temporaneamente non idonei alla mansione e provvedere come indicato dall’articolo 42 del D.Lgs 81/08, “adibendo, ove possibile, il lavoratore a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori”.

Rinviamo al precedente articolo in tema di caldo estivo accessibile QUI