Polveri sottili e sicurezza del lavoro negli uffici: soluzioni per stampanti laser fax e multifunzioni

Le polveri sottili, conosciute anche con il termine PM10, possono essere definite come particelle aerodisperse o particelle di materiali solidi o liquidi più piccole di 10 micrometri.

Queste particelle sono almeno 10 volte più piccole del diametro di un capello umano. E’ ormai assodato che tali particelle possono avere effetti negativi sulla salute, anche quando non caratterizzate da elementi tossici. I rischi sulla salute che si presume possano essere collegati alle emissioni di polveri sottili includono emicranie, irritazioni alla pelle e agli occhi, reazioni allergiche, bronchite, asma, malattie cardiovascolari e fibrosi polmonare.

Negli ambienti di lavoro l’esposizione alle polveri sottili può raggiungere livelli considerevoli senza che ve ne sia una chiara percezione. Nelle grandi città, ove il fenomeno ambientale assume spesso toni allarmanti, i livelli di polveri interni agli uffici viene incrementato, rispetto alle già elevate concentrazioni esterne, dalle apparecchiature di lavoro. L’inquinamento da polveri sottili all’interno degli edifici è potenzialmente da 1,5 a 2 volte superiore rispetto all’esterno.

La fonte principale di polveri sottili negli uffici è certamente l’apparecchiatura per la stampa laser (fax, stampa, fotocopie, multifunzione ecc.)

Tecnicamente, le emissioni di polveri possono essere sia di carta che di toner, anche se la percentuale delle polveri di carta è di gran lunga maggiore. I toner sono costituiti da piccolissime particelle di materia termoplastica (copolimeri stirolo-acrilici, nelle stampanti ad alto rendimento anche poliestere), che si fissano sulla carta per fusione. Come pigmento colorante, nei toner neri si utilizza il nerofumo (carbon black o nerofumo per uso industriale) o l’ossido di ferro, mentre nei toner di altri colori si ricorre a dei pigmenti organici. Oltre a questi componenti principali, i toner contengono diversi coadiuvanti come cera, acido silicico (diossido di silicio amorfo come antiagglomerante) e, in parte, anche piccole quantità di sali metallici per controllare le proprietà elettromagnetiche. Il diametro delle particelle di toner è di 2-10 µm.

Per la sua composizione, la polvere di toner è una sostanza non biodisponibile e biologicamente ha un comportamento pressoché inerte. In caso di inalazione, ingestione e contatto con la pelle di concentrazioni realistiche, la polvere di toner non presenta tossicità acuta specifica. Si è tuttavia rilevato che l’accumulo di particelle di  toner nel tessuto polmonare delle cavie sottoposte all’inalazione prolungata di elevate concentrazioni di toner è legato a polmoniti croniche e fibrosi

Con questo breve articolo intendiamo richiamare l’attenzione su alcune norme di buona gestione delle apparecchiature citate che, specialmente in ambienti a bassa densità (non assimilabili a centri stampa), vengono spesso trascurate:

  • Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nel manuale d’uso
  • Collocare gli apparecchi in un locale ampio e ben ventilato
  • Installare le apparecchiature di elevata potenza in un locale separato e installare un impianto di aspirazione locale
  • Non direzionare le bocchette di scarico dell’aria verso le persone
  • Eseguire regolarmente la manutenzione delle apparecchiature
  • Optare per sistemi di toner chiusi
  • Sostituire le cartucce del toner secondo le indicazioni del produttore e non forzare l’apertura
  • Dopo aver tolto tensione all’apparecchiatura, rimuovere con un panno umido le tracce di toner; lavare le parti principali con acqua e sapone; in caso di contatto con gli occhi, lavare con acqua per 15 minuti; in caso di contatto con la bocca, sciacquare abbondantemente con acqua fredda. Non utilizzare acqua calda o bollente, altrimenti il toner diventa appiccicoso
  • Eliminare con molta cautela i fogli inceppati per non sollevare polvere
  • Utilizzare guanti monouso per ricaricare il toner liquido o in polvere.

Quando si sostituiscono le cartucce di stampa o si eseguono la pulizia e la manutenzione degli apparecchi, possono verificarsi delle brevi emissioni di polvere di toner. Le persone che svolgono frequentemente queste attività sono maggiormente esposte. Devono pertanto adottare adeguate precauzioni per ridurre il rischio di inalazione. Le misure principali sono le seguenti:

  • pulire gli apparecchi con un aspiratore certificato, non usare dispositivi ad aria compressa per soffiare sugli accumuli di polvere
  • qualora si tema una notevole emissione di polveri, garantire una buona ventilazione; utilizzare un respiratore antipolvere con livello di protezione FFP2/FFP3 e cambiarlo regolarmente dopo un periodo di poche ore se diventa umido, si danneggia o viene direttamente a contatto con la polvere di toner; indossare gli occhiali di protezione   una volta terminata la manutenzione, pulire con un panno umido la zona attorno all’apparecchio
  • indossare guanti di protezione adeguati, tenendo conto anche del tipo di detergente utilizzato.

Inoltre, da oggi, è persino possibile filtrare le emissioni alla fonte.

Nell’ambito della nostra attività di consulenza e ricerca di soluzioni innovative, ci siamo recentemente imbattuti in un prodotto che permette di rendere sicure le apparecchiature come stampanti e multifunzione laser rispetto all’emissione di polveri sottili, semplicemente filtrando l’aria emessa dalle prese di ventilazione grazie a speciali cilindri imbevuti di una sostanza capace di catturare meccanicamente e fissare chimicamente le polveri sottili. La soluzione, tanto semplice quanto efficacie, è ideale per uffici di piccole e medie dimensioni ove non è possibile attuare misure di prevenzione più impegnative, come appositi locali o impianti di aspirazione localizzati da collegare alle apparecchiature.

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