Privacy e Videosorveglianza: accordi territoriali e obblighi reali.

La Direzione Provinciale del lavoro di Modena, con Federfarma e Fisascat/Cisl, ha siglato in data 28 maggio un protocollo d’intesa sull’installazione di sistemi di sicurezza antirapina nei luoghi di lavoro. L’accordo stabilisce che i titolari sono obbligati a segnalare la presenza di telecamere e a installare le stesse nel rispetto della normativa sulla privacy. Il protocollo è efficace per le imprese affiliate Federfarma e/o aderenti alla Commissione paritetica Provinciale per la Sicurezza del Settore Farmacie Private presenti nella provincia di Modena.

Si rileva la sostanziale inutilità di questo accordo avente, come unico effetto, quello di spostare la competenza decisionale e autorizzativa, prevista dalla L.300/70 art. 4, dai sindacati interni (o dalla DPL a seconda dei casi) all’ente bilaterale indicato nell’accordo.

Si evidenzia la sostanziale perdita di tutela per i lavoratori che questa procedura può comportare, non ravvisando nell’ente bilaterale un’adeguata e specifica conoscenza tecnica della normativa in materia di Privacy e videosorveglianza nonchè competenze tecniche necessarie allo scopo.

Il documento non è vincolante pertanto, le aziende presso le quali deve essere installato un sistema di videosorveglianza, devono seguire la consolidata procedura autorizzativa prevista dall’articolo 4 dello statuto dei lavoratori.

Si richiama qui l’articolo già pubblicato in tema di videosorveglianza ricordando che le nuove norme del garante Privacy saranno in vigore secondo il seguente schema:

14 novembre 2010: sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare ai sensi dell’art. 17 del Codice Privacy

14 novembre 2010: adottare le misure necessarie per garantire il rispetto di quanto indicato nei punti 4.6 e 5.4, per quanto concerne i sistemi integrati di videosorveglianza;

14 maggio 2011: rendere l’informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno

14 maggio 2011: adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza

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Bernieri Consulting è a disposizione per assistere le aziende nelle procedure di autorizzazione all’installazione e all’esercizio di impianti di videosorveglianza, in conformità a quanto previsto dallo statuto dei lavoratori e dalla normativa Privacy vigente in materia.  Per maggiori informazioni, CLICCA QUI

Il documento integrale dell’accordo completo di allegati e modulistica è accessibile per i clienti che hanno sottoscritto il servizio Professional Newsletter CLICCANDO QUI

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Ad integrazione di quanto sopra, pubblichiamo una breve tabella che descrive compiutamente il reato connesso all’installazione non autorizzata di impianti di videosorveglianza:

Norma incriminatrice e cause di giustificazione L. n.300/70, art.4, co.1, 2 e 3: “1. È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di  altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei  lavoratori

2. Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da  esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai  quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei  lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le  rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la  commissione interna

3. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato  del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti”

Fatto tipico L’installazione e l’uso di apparecchi idonei al controllo a distanza dell’attività  dei lavoratori, non giustificati da esigenze organizzative o produttive o di  sicurezza, in assenza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o  con le rappresentanze sindacali unitarie, o eventualmente con la  maggioranza del personale o di provvedimento autorizzativo del servizio  ispezione del lavoro territorialmente competente
Condotta La forma della condotta è attiva quanto all’installazione e all’uso, omissiva  quanto al mantenere in funzione l’impianto illecitamente installato
Soggetto Attivo .   Il datore di lavoro e gli addetti all’impianto di videosorveglianza,  eventualmente in concorso con il datore di lavoro
Elemento pricologico Trattandosi di contravvenzione, il reato è punibile sia a titolo di dolo, sia a  titolo di colpa, anche se si rinvengono sentenze che ritengono si tratti di una  contravvenzione essenzialmente dolosa
Pena Edittale L. n.300/70, art.38: “Le violazioni dell’art. 4, è punita, salvo che il fatto non  costituisca più grave reato, con l’ammenda da € 154,00 ad € 1.549,00 o con  l’arresto da 15 giorni ad un anno

Nei casi più gravi le pene dell’arresto e dell’ammenda sono applicate  congiuntamente. Quando, per le condizioni economiche del reo, l’ammenda  stabilita nel primo comma può presumersi inefficace anche se applicata nel  massimo, il giudice ha facoltà di aumentarla fino al quintuplo

Nei casi previsti dal secondo comma, l’autorità giudiziaria ordina la  pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall’art  36 del codice penale

Prescrizione obbligatoria Sì –  per la fattispecie base  (si veda D.Lgs. n.124/04, art.15, e D.Lgs  n.758/94, artt.19-24). Trattandosi di contravvenzione punita con la pena  alternativa dell’arresto o dell’ammenda, il personale ispettivo impartisce al  contravventore apposita prescrizione per l’eliminazione della violazione e  quando, da apposita verifica, risulta
l’adempimento entro il termine impartito, il  contravventore è ammesso al pagamento di una somma pari al quarto della  sanzione pecuniaria stabilita dalla legge. L’adempimento dell’ordine impartito  ed il pagamento della somma ridotta producono l’estinzione del reato. No – per la fattispecie aggravata, che è punita con l’arresto e l’ammenda in  forma congiunta (e non già con l’arresto o l’ammenda in forma alternativa o  la sola ammenda)
Oblazione Sì – per la fattispecie base (art.162-bis codice penale). Trattandosi di una  contravvenzione punita con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda,  il contravventore, nella fase giurisdizionale, è ammesso a pagare la somma  corrispondente alla metà del massimo dell’ammenda stabilita dalla legge,  oltre alle spese del procedimento. Il pagamento estingue il reato. L’oblazione  non è ammessa nel caso il contravventore recidivo commetta un altro delitto  non colposo (art.99, terzo capoverso, codice penale), nel caso di  dichiarazione di abitualità (art.104 codice penale) e professionalità  nell’illecito (art.105 codice penale) e nel caso permangano le conseguenze  dannose o pericolose del reato eliminabile da parte del contravventore

No  – per la  fattispecie aggravata. Essendo la contravvenzione, in  quest’ipotesi, punita con l’arresto e l’ammenda (e non già con l’arresto o  l’ammenda o la sola ammenda), non è applicabile l’oblazione prevista né  dall’art.162 codice penale, né dall’art.162-bis codice penale.