Privacy: istanza per installazione di telecamere non più esente da imposta di bollo!

In QUESTA nostra precedente Newsletter abbiamo dato notizia di una risoluzione dell’agenzia delle entrate volta ad escludere l’imposta di bollo per le richieste di autorizzazione all’installazione di telecamere nei luoghi di lavoro.

Oggi, l’agenzia delle entrate, ha risposto ad un interpello con decisione di senso esattamente opposto rispetto a quanto fino ad ora noto.

L’interpello n. 954-584/2010 ha risposto ad un quesito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sull’assoggettamento all’imposta di bollo dell’istanza di autorizzazione, nonchè sull’autorizzazione di cui all’art. 4, secondo comma, della Legge n. 300/1970. L’Agenzia ritiene che le istanze del datore di lavoro dirette alle Direzioni provinciali del lavoro tese ad ottenere l’autorizzazione ad installare impianti e apparecchiature audiovisive, sono soggette all’imposta di bollo nella misura di euro 14,62 ai sensi dell’articolo 3 della tariffa allegata al DPR n. 642 del 1972. Anche il conseguente provvedimento autorizzatorio rilasciato delle predette Direzioni provinciali deve essere assoggettato all’imposta di bollo fin dall’origine nella misura di euro 14,62, in quanto rientra tra gli atti e provvedimenti di cui all’articolo 4 della tariffa sopra citata allegata al DPR n. 642 del 1972.

Senza voler entrare nel merito delle decisioni dell’agenzia e delle ragioni giuridiche che le hanno motivate, rileviamo un quadro normativo piuttosto contraddittorio e una serie di problemi applicativi. Infatti, in nuovo orientamento è destinato ad avere un impatto sia sulle domande pendenti che sulle domande per le quali sia già intervenuto il provvedimento autorizzativo.

Le domande pendenti potrebbero essere ora respinte per il solo fatto di non essere state presentate corredate di marca da bollo, o non accludendo la marca per il provvedimento autorizzativo.

Le domande già autorizzate, ma prive di marca, devono essere integrate per non incorrere nelle previste sanzioni fiscali e, teoricamente, per non versi contestata la mancata autorizzazione in seguito all’inefficacia del provvedimento privo di marca.

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