Privacy: la corte di Cassazione chiarisce il reato di accesso abusivo a sistema informatico e telematico

Le Sezioni Unite penali della Suprema Corte di Cassazione hanno avuto modo di pronunciarsi questa settimana sull’applicazione di una fattispecie di reato piuttosto controversa: l’accesso abusivo a sistema informatico (art. 615 ter c.p.).

Per la Cassazione è configurabile il reato di intrusione abusiva in un sistema informatico o telematico anche quando il soggetto, abilitato per motivi di servizio o di ufficio ad accedere ad una banca dati, e quindi in possesso delle credenziali di autenticazione, entri nel sistema per motivi non attinenti all’incarico ricevuto bensì per motivi diversi, non autorizzati, personali o per altre finalità (cessione a terzi dei dati o informazioni, curiosità personale, corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione di segreti di ufficio o industriali). La sentenza mette fine ad un lungo periodo di interpretazioni e applicazioni contraddittorie della norma, chiarendone la portata.