Procedure standardizzate: ECCOLE PUBBLICATE! Ma con qualche problema. Il termine per la valutazione dei rischi slitta di 5 mesi.

AGGIORNAMENTO: Con l’approvazione del decreto stabilità viene prorogata la data ultima del 31/12/2012 contenuta nel D.Lgs 81/08 per effettuare la valutazione dei rischi in luogo dell’autocertificazione (vedi sotto).

Ecco il testo del decreto stabilità che dispone la proroga:

Art.: 220. È fissato al 30 giugno 2013 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata.

La tabella 1, che elenca tutti i riferimenti legislativi interessati dalle proroghe, riporta al “(…) punto 9 –  31 dicembre 2012 – Articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.
Dato che le procedure standardizzate entreranno in vigore ben prima del 30 Giugno 2013, si chiude la questione interpretativa sul vuoto normativo e sulle contraddizioni nelle differenti norme.

 

(articolo originario)

Oggi, 07/12/12, sono state rese note le procedure standardizzate per la stesura del documento di valutazione dei rischi da parte delle imprese fino a 10 lavoratori, utilizzabili anche dalle imprese fino a 50 lavoratori.

La scadenza del 31/12/2012, termine ultimo per la redazione del DVR da parte di chi ha fatto ricorso all’autocertificazione è prorogato di 5 mesi.

 

La procedura di pubblicazione della norma è bizzarra e anomala.

In gazzetta ufficiale è comparso questo comunicato:

 

COMUNICATO.

.

Recepimento delle procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo. (12A12848) (GU n. 285 del 6-12-2012 )Si rende noto che, in data 30 novembre 2012, con decreto interministeriale, sono state recepite le “procedure standardizzate” per la valutazione dei rischi di cui all’articolo 29, comma 5, del decreto legislativo n. 81/2008, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo, reperibili nel sito Internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (http://www.lavoro.gov.it/Lavoro) all’interno della sezione “Sicurezza nel lavoro”.

Dunque il  06/12/12 viene annunciato un decreto interministeriale, ad oggi non ancora pubblicato in gazzetta pertanto non vigente, e si rinvia al sito del ministero.

Sul sito del ministero solo oggi (07/12/12) è comparso ciò che viene citato dal comunicato in gazzetta:

7 dicembre 2012
Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi
Pubblicato il Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012
Con il Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012 sono state recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’art.29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i., ai sensi dell’art.6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo.
Il documento, approvato dalla Commissione consultiva, individua il modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro, di cui all’art. 29, comma 5, del D.lgs. n.81/2008, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
Se ne da avviso, tramite comunicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6 dicembre 2012.
• Decreto Interministeriale 30 novembre 2012 (formato .pdf 0,9 Mb)
Procedure standardizzate (formato .pdf 488,6 Kb)

 

Sono dunque ora disponibili le procedure standardizzate e il decreto che le recepisce e le rende operative. Manca solo la pubblicazione in gazzetta per l’ufficialità.

Il testo di legge di riferimento resta il D.Lgs 81/08 che, all’articolo 29 comma 5 e 6, prescrive che:

5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo
sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo
mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f),
e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della
valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all’articolo 31,
comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g).

6. I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle
procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Nelle more dell’elaborazione di tali procedure
trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, e 4.

.

COMMENTO E ANALISI

Il decreto interministeriale prevede la propria entrata in vigore dopo 60 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale. Ammesso che la pubblicazione avvenga nei prossimi giorni, passeranno dunque due mesi prima della sua entrata in vigore e ulteriori tre mesi prima che divenga obbligatorio effettuare la valutazione dei rischi anziché ricorrere all’autocertificazione (per le imprese fino a 10 lavoratori). Ipotizziamo dunque che la scadenza ultima per predisporre il Documento di Valutazione dei Rischi sia 31 MAGGIO 2013. A tutti gli effetti, si può dunque parlare di PROROGA o di differimento dei termini rispetto alla scadenza  fissata per fine anno e fino ad oggi vigente.

Questa ricostruzione si basa però sull’interpretazione della norma che appare particolarmente ambigua e di non univoca lettura.

Ecco la nostra lettura del testo, elaborata utilizzano i principi generali del diritto e le prassi normalmente applicate:

  • interpretiamo il termine “fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore” come indicante l’ultimo giorno del terzo mese successivo al mese in cui entra in vigore il decreto interministeriale;
  • interpretiamo le parole “comunque, non oltre il 31 dicembre 2012” con il significato particolare di alternativa al fatto che non venga pubblicato il decreto che recepisce le procedure standardizzate.

.

Da una interpretazione diversa rispetto a quanto sopra esposto, potrebbero facilmente desumersi scadenze differenti.

Se il termine “e comunque, non oltre il 31 dicembre 2012” fosse interpretato, non come alternativo alla pubblicazione del decreto, ma come termine ultimo al quale anche il decreto non possa derogare, allora ci troveremmo nella situazione paradossale di dover effettuare la valutazione sulla base di procedure che, però, entreranno in vigore non prima di metà febbraio (dipende dal giorno esatto in cui apparirà in gazzetta ufficiale il decreto interministeriale). Dovendo prediligere la lettura che attribuisce un senso alla lettera della norma, non potendo considerare le interpretazioni contraddittorie o prive di senso, diventa necessario scartare questa posizione ed è necessario non considerare il termine del 31/12/2012 come tassativo. Va letto come vigente solo in mancanza di pubblicazione del decreto interministeriale, ora presente e di imminente formalizzazione.

Con riferimento al giorno esatto di entrata in vigore, si potrebbe sostenere che la “scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto” possa significare decorsi 90 giorni dall’entrata in vigore. Anche in questo caso, però, pare evidente una circonlocuzione di diverso significato nel testo del D.Lgs 81/08, volta a indicare non un semplice calcolo matermatico (+90 giorni) ma  una situazione differente e più articolata, come, per esempio, il giorno in cui il terzo mese dopo l’entrata in vigore ha termine (giorno che varia a seconda del mese in cui cade).

Naturalmente, trattandosi di interpretazioni, diventa auspicabile un parere autorevole, quanto meno da parte del Ministero del Lavoro. Segnaliamo che le interpretazioni del ministero, ultimamente, non convincono sino in fondo e sono piuttosto lontane da come vengono poi applicate le norme sul territorio, specialmente se la verifica e i regolamenti di attuazione sono di competenza delle regioni. A titolo di esempio:  il ministero ha recentemente escluso la possibilità di ricorrere alla videoconferenza in luogo della presenza fisica, mentre le regioni ammettono questa modalità, non parificandola alla formazione a distanza. In ultimo e con riferimento all’oggetto della presente Newsletter, Il Ministero ha confermato che le aziende che occupano fino a 10 lavoratori  possono ricorrere alle procedure standardizzate per effettuare la valutazione dei rischi e che questa sia una scelta, una facoltà, non un’obbligo, attribuendo al testo della norma un significato molto distante dalla portata letterale, ma riconducendo a maggiore logica il precetto normativo. (NdR – testo della norma: I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi … sulla base delle procedure standardizzate. Letteralmente significa basandosi, prendendo a modello, per il ministero ciò equivale ad una mera facoltà, potendo in alternativa applicare altre metodologie. Questa posizione è coerente con le previsioni originarie e generali contenute nell’articolo 28, comma 2 Lett. A,  secondo periodo del D.Lgs 81/08, ma è difficile da giustificare alla luce della portata particolare e specifica e successiva nel tempo dell’articolo 29 comma 5 e ancor più anomala rieptto al successivo comma 6 che espressamente prevede una facoltà e per farlo utuilizza appositamente il termine POSSONO.)

Infine, pur volendo sorvolare sull’evidente contraddizione temporale, evidenziamo che il comunicato sul sito del ministero è sbagliato: il decreto NON è ancora stato pubblicato in gazzetta. Probabilmente lo sarà nei prossimi giorni ma ad oggi non lo è. Certamente la presenza dei materiali sul sito del ministero è autorevole e preziosa, tuttavia non segue le più elementari regole poste a garanzia del principio della certezza del diritto. Trattandosi di norma che, se violata, conduce a sanzioni penali, l’incongruenza e le bizzarrie artistiche dei funzionari coinvolti nel percorso di formazione delle leggi comportano più problemi che benefici.

 

P.S. : per quanto riguarda i termini di entrata in vigore, si leggono nelle ultime ore in rete una miriade di posizioni differenti. I più prudenti non esprimono posizione. I più audaci si sbilanciano, fino a citare arditi pareri molto lontani dalle regole elementari del diritto. Non stupirebbe una applicazione bizzarra anche da parte degli organi istituzionali. Desideriamo chiarire che le posizioni qui espresse non rappresentano nè una previsione nè una posizione ufficiale ma solamente la nostra interpretazione, motivata e fondata naturalmente, ma che non riveste alcun carattere di certezza. Specialmente alla luce delle bizzarrie normative dell’ultimo periodo e dell’anomalo processo di formazione della legge in questione.

In particolare, segnaliamo che il termine “notizia della pubblicazione in gazzetta ufficiale”, vincolante per il calcolo dei 20 giorni di vacatio legis prima dell’entrata in vigore,  non può far riferimento al messaggio comparso il 7/12/2012, ma può essere riferita UNICAMENTE al giorno in cui il decreto interministeriale datato 30/11 verrà effettivamente pubblicato in gazzetta.

 

Christian Bernieri.