Prorogato al 31 luglio il termine per l’invio della comunicazione sui lavori usuranti.

E’ stato prorogato al 31 luglio il termine per l’invio obbligatorio alla Direzione provinciale del lavoro della comunicazione da parte dei datori di lavoro presso i quali si svolgono Lavori usuranti, lavorazioni ripetitive e lavoro notturno.

Le Direzioni Generali per l’Attività Ispettiva e le Politiche Previdenziali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno emanato, in data 20 giugno 2011, la circolare n. 15/2011, con la quale forniscono chiarimenti in merito alla comunicazione di svolgimento di un processo produttivo in serie caratterizzato dalla “linea catena” e dell’esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici, così come previsto dall’art. 5, commi 1 e 2, del Decreto Legislativo 21 aprile 2011, n. 67.

  1. La comunicazione prevista dall’art. 5, comma 1, che riguarda il lavoro notturno effettuato nel 2010, andrà fatta (in sede di prima applicazione) entro il 30 settembre 2011, con l’utilizzo del modello “LAV-NOT” disponibile a partire dal 20 luglio 2011 sul sito istituzionale del ministero del Lavoro:  www.lavoro.gov.it. Mentre, per quanto riguarda il lavoro notturno effettuato nel 2011, la comunicazione andrà fatta entro il 31 marzo 2012.
  2. La comunicazione prevista dall’art. 5, comma 2, andrà fatta entro il 25 giugno 2011 (non sarà, comunque, sanzionabile il datore di lavoro che trasmette la modulistica entro il 31 luglio 2011), con l’utilizzo del modello “LAV-US” disponibile sul sito del sul sito istituzionale del ministero del Lavoro – www.lavoro.gov.it.

E’ stato dunque prorogato al 31 luglio il termine per l’invio alla Direzione provinciale del lavoro della comunicazione da parte dei datori di lavoro presso i quali si svolgono Lavori usuranti, ossia le  lavorazioni ripetitive descritte dall’articolo 1, comma 1, lettera c ) del decreto legislativo 67/2011.

Le imprese soggette a questo obbligo sono esclusivamente quelle nelle quali sono svolte attività che soddisfinocontemporaneamente tutti e tre i requisiti indicati nella norma e cioè:

  • attività nelle quali si applicano i criteri per l’organizzazione del lavoro previsti dall’articolo 2100 del Codice civile come poi regolamentati dai diversi contratti collettivi. L’articolo 2100 è quello che disciplina il lavoro a cottimo, cioè quello in cui il lavoratore è vincolato all’osservanza di un determinato ritmo produttivo, o quello in cui la valutazione della sua prestazione è fatta in base al risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione;
  • attività nelle quali si applica un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo determinato da misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni, che svolgano attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall’organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali, ad attività di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo di qualità;
  • attività che, oltre a essere caratterizzate dalle modalità di lavoro sopra descritte, rientrano in una delle voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni il cui elenco è allegato al decreto legislativo.

 

Il fatto che tutti e tre i requisiti devono essere presenti vuol dire che non basta rientrare in una delle attività individuate in base alla tariffa Inail per essere tenuti all’obbligo della comunicazione, ma occorre anche che l’attività sia organizzata secondo lo schema del lavoro a catena così come, al contrario, non basta che i lavoratori siano retribuiti secondo il sistema del cottimo, ma occorre anche che l’attività rientri in una di quelle individuate in base alla tariffa Inail.

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