Semplificazioni in arrivo: abrogato il registro infortuni e denuncia di infortunio solo all’INAIL

In questi giorni, si stanno discutendo e votando in Parlamento due importanti modifiche alla normativa in materia di sicurezza del lavoro:

1) abrogazione del registro infortuni, senza sostituzione con alcuna altra forma di registrazione

2) abrogazione dell’obbligo di denuncia degli infortuni alla ASL, mantenendo l’obbligo di denuncia all’inail (e segnalazione per gli infortuni di breve durata)

I provvedimento riguardano,in particolare, la discussione sul Disegno di legge “Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese e delega al Governo per l’emanazione della Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche e per la codificazione in materia di pubblica amministrazione”

COMMENTO: nonostante il coro di voci contrarie, sottolineiamo la totale inutilità sul piano della prevenzione degli adempimenti che, con questo provvedimento, verranno cancellati. La storicizzazione degli infortuni e i flussi informativi tra enti della PA (ivi inclusa la magistratura) saranno comunque mantenuti, anzi, facilitati, dall’utilizzo delle tecnologie connesse alla denuncia di infortunio online.

Ecco il testo che modificherà l’obbligo di denuncia alla ASL, limitando l’obbligo di denuncia verso l’INAIL:

Art. 7.
(Semplificazione della denuncia di infortunio o malattia professionale).

1. Al testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma dell’articolo 54 la parola: «tre» è sostituita dalla seguente: «quindici»;
b) all’articolo 56, il primo comma è sostituito dal seguente:
«L’istituto assicuratore, ricevuta la denuncia di cui all’articolo 53, deve rimettere entro il primo giorno non festivo successivo al verificarsi dell’evento, per ogni caso di infortunio denunciato, in conseguenza del quale un prestatore d’opera sia deceduto o abbia sofferto lesioni tali da doversene prevedere la morte o un’inabilità superiore a trenta giorni, quando si tratti di lavoro soggetto all’obbligo dell’assicurazione, un esemplare della denuncia alla direzione provinciale del lavoro competente per territorio, con riferimento al luogo dell’infortunio. All’adempimento di cui al presente comma si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili dell’istituto assicuratore, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Ecco il testo del provvedimento che abroga il registro infortuni:

Art. 7-ter.
(Modifica all’articolo 53 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81).

1. Il secondo periodo del comma 5 dell’articolo 53 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è sostituito dal seguente: «Ferme restando le disposizioni relative alla valutazione dei rischi, le modalità per la semplificazione degli adempimenti, ivi compresa l’eventuale eliminazione ovvero la tenuta semplificata della documentazione di cui al periodo precedente, sono definite, secondo criteri di semplificazione, trasparenza ed economicità delle procedure, con decreto adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro della salute, con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e con il Ministro per la semplificazione normativa, previa consultazione delle parti sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 dicembre 2010».
2. Al comma 6 dell’articolo 53 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole: «al registro infortuni ed» sono soppresse. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è conseguentemente abolito l’obbligo di tenuta del registro degli infortuni.
3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.