Sicurezza del lavoro nelle cooperative sociali e per i volontari

Con un atteso Decreto, viene chiarito l’ambito e le modalità di applicazione del D.Lgs 81/08 (testo unico in materia di sicurezza del lavoro) al settore delle cooperative sociali e del volontariato.

In coincidenza con la proclamazione del 2011 come anno del volontariato, il ministero del Lavoro scioglie la riserva in base all’articolo 3, comma 3-bis del decreto legislativo 81/2oo8.

Il decreto entrerà in vigore decorsi sei mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ed  individua le modalità per l’applicazione del testo Unico, nei riguardi delle cooperative sociali (legge 381/91) e delle organizzazioni di volontariato della Protezione civile, compresi i volontari della Croce rossa italiana e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e i volontari dei vigili del fuoco. Il decreto trova applicazione nei confronti delle organizzazioni di volontariato della protezione civile intese per tali:  ogni organismo liberamente costituito, senza fini di lucro, inclusi i gruppi comunali e intercomunali di protezione civile, che svolge o promuove, avvalendosi prevalentemente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti, attività di previsione, prevenzione e soccorso in vista o in occasione di eventi naturali o connessi all’attività dell’uomo, che possono essere fronteggiati con interventi dei singoli enti in via ordinaria o coordinata, ovvero in caso di calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari, comprese le attività per fronteggiare incendi boschivi, nonché attività di formazione e addestramento nelle stesse materie.

Il decreto stabilisce che le disposizioni del Testo Unico sono applicate tenendo conto delle esigenze che caratterizzano questo settore:

la necessità di intervento immediato anche in assenza di preliminare pianificazione;

l’organizzazione di uomini, mezzi e logistica improntata all’immediatezza;

l’imprevedibilità e indeterminatezza del contesto nel quale il volontario viene impiegato con l’impossibilità di valutare tutti i rischi secondo quanto prescritto dagli articoli 28 e 29 del Testo unico: necessità di derogare a procedure e adempimenti riguardanti le scelte da operare in materia di sicurezza, pur garantendo la tutela dei volontari e delle persone coinvolte.

In relazione agli obblighi, le organizzazioni devono curare che il volontario riceva formazione, informazione e addestramento, nonché sia sottoposto al monitoraggio sanitario. In merito al personale delle cooperative sociali, il decreto stabilisce che ove debba svolgere la propria attività, inerente la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi, attività diverse agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, al di fuori delle sedi di lavoro, si applicano le disposizioni del Tu tenendo conto dei rischi normalmente presenti.