Soppressione ISPESL IPSEMA: ecco le linee attuative

Soppressione e incorporazione di enti e istituti vigilati
Il Ministro Sacconi ha firmato la direttiva che illustra le prime linee attuative

Ad integrazione di quanto pubblicato nella precedente Newsletter riportata QUI segnaliamo che è stata firmata dal Ministro Maurizio Sacconi la direttiva che illustra le prime linee attuative in materia di soppressione e incorporazione degli enti e istituti vigilati, come previsto dall’art. 7 del Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 (Manovra Finanziaria).
Il citato articolo 7 prevede, infatti, significativi interventi di razionalizzazione e integrazione di funzioni omogenee in campo previdenziale, assistenziale e assicurativo, attraverso la soppressione di enti pubblici e istituti di dimensioni minori e la loro incorporazione in enti con dimensione e struttura organizzativa più articolate, secondo criteri di concentrazione, uniformità di azione e maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse umane e strumentali.

In particolare, le disposizioni richiamate prevedono la soppressione dell’IPSEMA dell’ISPESL e la loro contestuale incorporazione nell’INAIL, la soppressione dell’IPOST e dell’ENAPPSMAD e la loro confluenza, rispettivamente, nell’INPS e nell’ENPALS ed infine la soppressione dello IAS e la sua confluenza nell’ISFOL.

L’ISPESL, in particolare, è un ente che riveste un significativo ruolo nel panorama della prevenzione, con competenze importanti e una buona produzione di materiali e documenti utili alla formazione e alla sensibilizzazione dei lavoratori in materia di sicurezza del lavoro. E’ inoltre richiamato in più punti del D.Lgs 81/08 (testo unico in materia di sicurezza) e, da questo, incaricato di effettuare importanti compiti:

Redazione e verifica nonchè diffusione di «buone prassi» e «linee guida» (atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza, soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro)

Ecco le attribuzioni previste dal D.Lgs 81/08 per l’ISPESL e l’IPSEMA. Queste attribuzione passeranno direttamente all’INAIL:

a)  elaborazione e applicazione dei rispettivi piani triennali di attività;
b)  interazione, per i rispettivi ruoli e competenze, in logiche di conferenza permanente di servizio, per assicurare apporti conoscitivi al sistema di sostegno ai programmi di intervento in materia di sicurezza e salute sul lavoro di cui all’articolo 2, comma 1, lettera  p),  per  verificare  l’adeguatezza  dei  sistemi  di prevenzione e assicurativi e per studiare e proporre soluzioni normative e tecniche atte a ridurre il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali;
c)  consulenza alle aziende, in particolare alle medie, piccole e micro imprese, anche attraverso forme di sostegno tecnico e specialistico finalizzate sia al suggerimento dei più adatti mezzi, strumenti e metodi operativi, efficaci alla riduzione dei livelli di rischiosità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sia all’individuazione degli elementi di innovazione tecnologica in materia con finalità prevenzionali, raccordandosi con le altre istituzioni pubbliche operanti nel settore e con le parti sociali;
d)  progettazione ed erogazione di percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenuto conto ed in conformità ai criteri e alle  modalità elaborati ai sensi degli  articoli 6  e  11. Le somme eventualmente riversate all’entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell’esercizio finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

e)  formazione per i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione e protezione di cui all’articolo 32;f)  promozione e divulgazione, della cultura della salute e della sicurezza del lavoro nei percorsi formativi scolastici, universitari e delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, previa stipula di apposite convenzioni con le istituzioni interessate;
g)  partecipazione, con funzioni consultive, al Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza del  lavoro di cui all’articolo 5;
h)  consulenza alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza del lavoro di cui all’articolo 6;
i)  elaborazione e raccolta e diffusione delle buone prassi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera v);
l)  predisposizione delle linee guida di cui all’articolo 2, comma 1, lettera z);
m)  contributo al Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro secondo quanto previsto dall’articolo 8.

a)  svolge e promuove programmi di studio e ricerca scientifica e programmi di interesse nazionale nel campo della prevenzione degli infortuni, e delle malattie professionali, della sicurezza sul lavoro e della promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro;
b)  interviene nelle materie di competenza dell’Istituto, su richiesta degli organi centrali dello Stato e delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito dei controlli che richiedono un’elevata competenza scientifica. Ai fini della presente lettera, esegue, accedendo nei luoghi di lavoro, accertamenti e indagini in materia di salute e sicurezza del lavoro;
c)  è organo tecnico-scientifico delle Autorità nazionali preposte alla sorveglianza del mercato ai fini del controllo della conformità ai requisiti di sicurezza e salute di prodotti messi a disposizione dei lavoratori;
d)  svolge attività di organismo notificato per attestazioni di conformità relative alle Direttive per le quali non svolge compiti relativi alla sorveglianza del mercato;
e)  è titolare di prime verifiche e verifiche di primo impianto di attrezzature di lavoro sottoposte a tale regime;
f)  fornisce consulenza al  Ministero del lavoro, della salute e  delle politiche sociali,  agli altri Ministeri e alle Regioni e alle Province autonome in materia salute e sicurezza del lavoro;
g)  fornisce assistenza al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e alle Regioni e alle Province autonome per l’elaborazione del Piano sanitario nazionale, dei piani sanitari regionali e dei piani nazionali e regionali della prevenzione, per il monitoraggio delle azioni poste in essere nel campo salute e sicurezza del lavoro e per la verifica del raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza in materia;
h)  supporta il Servizio sanitario nazionale, fornendo informazioni, formazione, consulenza e assistenza alle strutture operative per la promozione della salute, prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro;
i)  può svolgere, congiuntamente ai servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle ASL, l’attività di vigilanza sulle strutture sanitarie del Servizio sanitario nazionale;
l)  effettua il raccordo e la divulgazione dei risultati derivanti dalle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale;
m)  partecipa alla elaborazione di norme di carattere generale e formula, pareri e proposte circa la congruità della Norma Tecnica non armonizzata ai requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione nazionale vigente;
n)  assicura la standardizzazione tecnico-scientifica delle metodiche e delle procedure per la valutazione e la gestione dei rischi e per l’accertamento dello stato di salute dei lavoratori in relazione a specifiche condizioni di rischio e contribuisce alla definizione dei limiti di esposizione;
o)  diffonde, previa istruttoria tecnica, le buone prassi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera v);
p)  coordina il network nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in qualità di focal point italiano nel network informativo dell’Agenzia europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
q)  supporta l’attività di monitoraggio del  Ministero del  lavoro, della salute e delle politiche sociali  sulla applicazione dei livelli essenziali di assistenza relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

La tempistica indicata è la seguente: entro il 10 luglio Ipsema, Ispesl, Ipost, Enappsmad e Istituto affari sociali devono trasmettere ai ministeri vigilanti (Ministero del Lavoro e Ministero della Salute) e a quello dell’Economia il bilancio di chiusura al 31 maggio scorso, data di entrata in vigore del decreto legge sulla manovra finanziaria.
I funzionari degli enti soppressi dovranno limitarsi agli adempimenti connessi alla chiusura della gestione e ogni operazione dovrà essere in raccordo con gli enti incorporanti. Conclusa la trasmissione dei bilanci, i ministeri vigilanti potranno adottare i decreti di natura non regolamentare per trasferire le risorse strumentali, umane e finanziarie agli enti incorporanti. Per quanto riguarda l’Ispesl, il Ministero assicura che l’Inail garantirà le risorse umane e finanziarie al Piano triennale di attività e a quello straordinario di innovazione tecnologica per il miglioramento dei servizi sul territorio.

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