Stress lavoro correlato: quando dire “bravo” fa la differenza e diventa misura di prevenzione

mobbing e stressDa un punto di vista psicologico siamo al limite di allarme”: ecco cosa scrive il Dott. Nicola Jacobshagen, psicologo industriale, organizzativo e professore presso l’Università della Svizzera.

Partendo dalle sue autorevoli considerazioni sempre più dipendenti soffrono di stress da lavoro. Lo stress sul lavoro spesso è legato alla sfera emozionale della persona, e, particolarmente, ad una ben precisa percezione di disagio, di demotivazione, di pressione, avvertiti dal lavoratore nei luoghi di lavoro, che mettono a rischio il suo benessere individuale.

I cambiamenti in corso nel mondo del lavoro sottopongono i lavoratori a pressioni sempre maggiori: si pensi al ridimensionamento delle imprese e all’esternalizzazione delle mansioni, al maggior bisogno di flessibilità in termini di impiego e competenze ed  alla più marcata precarietà del lavoro. Da qui la rincorsa a  far sempre di più, a dimostrare le proprie capacità, il proprio valore, a conquistare “posizioni” e “riconoscimenti” non sempre ricevuti. Ecco che questo “iperattivismo” porta il lavoratore ad uno stato di malessere che, neanche nei momenti di doveroso riposo, lo abbandona. Ne scaturisce uno scarso equilibrio tra lavoro e vita privata, che genera tensioni e malessere dilagante. Non da meno il contributo dello tecnologia che, se da un lato porta sviluppo, dall’altro è fonte di stress perché l’abbattimento delle frontiere in termini di luoghi e tempi generata da pc, e.mail, internet, cellulari toglie ogni spazio di “intimità familiare” e “personale” necessaria alla rigenerazione di se stessi.

Uno studio condotto sugli allievi delle scuole superiori in Svizzera, menzionato dal Dr. Jacobshagen, ha dimostrato che gli studenti hanno già sintomi di stress per condizioni simili a quelle degli adulti fin dai banchi di scuola, ove la richiesta di alte prestazioni, la competizione tra compagni a primeggiare e, talora, problemi sociali e forme di molestia come il bullismo, sono elementi di forte stress già presenti nella vita della maggiore parte degli adolescenti. Ecco che lo stress vissuto a scuola si pone in stretta relazione con quello vissuto durante la sfera lavorativa.

Per far fronte allo stress lavorativo è necessario che i HR manager riconoscano il lavoratore  quale essere capace di emozioni e che utilizzino l’apprezzamento quale strumento di motivazione e relazione capace di portare il lavoratore ad uno stato di benessere causa e spinta per una maggiore redditività.  Per far questo è necessario puntare alla valorizzazione del lavoro quotidiano del collaboratore, quello per cui è effettivamente occupato, dare istruzioni chiare e ben precise, migliorare la comunicazione, sostenere i collaboratori nella risoluzione dei problemi, pianificare al meglio gli aspetti organizzativi,  dare fiducia e soprattutto sviluppare una maggiore sensibilità e disponibilità nei confronti dell’individuo/lavoratore.

 

Dott.ssa S.T. Psicologo del Lavoro – Bernieri Consulting.