Valutazione dei rischi, caldo estivo e lavoratori esposti a particolari rischi: inizia il ramadan.

Si rammenta che il 1 Agosto 2011  inizierà il mese del Ramadan che prevede, per alcuni lavoratori,  il divieto di consumare cibi ed acqua dall’alba al tramonto. (termine del Ramadan: 29 agosto 2011)

Questa circostanza rappresenta un oggettivo elemento di rischio, che comporta una valutazione da parte del datore di lavoro chiamato, secondo l’articolo 28 del D.Lgs 81/08, a considerare specificamente i gruppi di lavoratori “esposti a rischi particolari” (tra cui, a titolo di esempio, quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi).

I lavoratori esposti ad alte temperature, impiegati, per esempio, in lavori in altezza, in lavori all’aperto, alla guida di veicoli, meritano una specifica valutazione e, se necessario, l’attuazione di misure di prevenzione che possono consistere,  nella modifica degli orari di lavoro o della durata del turno, nella modifica delle mansioni affidate o delle modalità di esecuzione, ecc.

Pertanto, in ogni azienda, deve essere attentamente e preventivamente valutato il maggior rischio che il digiuno può comportare. Se vengono evidenziate mansioni per le quali sussiste un maggior rischio, è obbligatorio attuare adeguate misure di prevenzione.

I casi più ricorrenti di mansioni per le quali è necessario intervenire con azioni correttive sono:

  • lavoratori agricoli addetti alla raccolta di vegetali e, in generale, all’agricoltura
  • operai impiegati nelle attività di asfaltatura
  • operai addetti ai lavori in quota, su ponteggi e simili
  • guardiania privata e vigilanza armata
  • addetti a lavorazioni in capannoni non ventilato
  • addetti a lavori in ambienti con umidità vincolata (es. tessitura)

A seconda dello specifico impiego, sono possibili differenti azioni di prevenzione o protezioni, fra le quali, gazzebi o tende parasole, aree di riposo riparate, turni differenziati, diversa organizzazione del lavoro, anticipazione dell’inizio dei turni di lavoro, ecc.

E’ sufficiente ricordare che al lavoratore non può essere imposto di consumare cibi o bevande. Tuttavia, per le medesime ragioni, all’azienda non può essere imposto di esporre un lavoratore ad un rischio inaccettabile.

Per queste ragioni, laddove non sia possibile attuare alcuna misura temporanea di prevenzione o protezione, diventa obbligatorio considerare i lavoratori che osservano il digiuno come temporaneamente non idonei alla mansione e provvedere come indicato dall’articolo 42 del D.Lgs 81/08, “adibendo, ove possibile, il lavoratore a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori”.

 

Richiamiamo i precedenti articoli pubblicati da Bernieri Consulting ed, in particolare, QUESTA NEWS, con allegato il poster di sensibilizzazione per l’uso di misure individuali di prevenzione.