Verbali di ispezione: necessari nuovi approcci

Alla luce delle implicazioni che il D.lgs 231/01 comporta, è necessario attuare dei comportamenti specifici nei confronti dei verbali di ispezione e dei processi penali relativi riguardanti i reati di lesioni personali colpose (o omicidio colposo) commessi con violazione della normativa in materia di sicurezza del lavoro.

Le pesanti sanzioni di carattere amministrativo che il D.Lgs 231/01 comporta, rendono spesso preferibile una difesa articolata e completa piuttosto che una facile definizione del processo mediante patteggiamento.

Per le medesime ragioni, in presenza di verbali che accertano violazioni alla normativa in materia di sicurezza, può essere necessario NON RICORRERE all’istituto dell’oblazione per estinguere il reato ma affrontare il processo, facendo valere le ragioni e le circostanze atte a dimostrare la non sussistenza del reato. Infatti, in caso di patteggiamento o estinzione del reato mediante oblazione, permangono in capo all’azienda le sanzioni amministrative previste dal D.lgs 231/01 che, ricordiamolo, vanno da 64.500 a 774.000 Euro nel caso di lesioni personali e da 129.000 a 1.549.000 Euro nel caso di omicidio colposo.

La più recente giurisprudenza (Consiglio di Stato n. 1909 del 6 aprile 2010) ci da modo di chiarire il punto: una sentenza di patteggiamento relativa ad un infortunio sul lavoro può considerarsi un debito accertamento della violazione in materia di sicurezza del lavoro ai sensi dell’art. 75 comma 1, lettera e) del d.p.r.n. 554 del 1999. La medesima sentenza chiarisce che è di massima importanza il rispetto delle normative di sicurezza anche quando non abbia rilevanza penalistica, a fortiori quando i fatti considerati abbiano determinato le gravi conseguenze della morte e/o della lesione dei lavoratori e non solo situazioni di mero pericolo non penalmente qualificato.

Ecco il testo integrale della sentenza: C.St._06.04.2010_n._1909