04/09/2010

231 – modelli di gestione

Il decreto legislativo 231/2001 ha introdotto una nuova forma di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche conseguente alla commissione di illeciti penali da parte di amministratori e dirigenti delle società e degli enti pubblici economici.

La normativa prevede la applicazione di pesanti  sanzioni pecuniarie a carico dell’ente (da un minimo di €.25.822,84 fino ad un massimo di  €.1.549.370,00) e soprattutto l’applicazione di pesanti sanzioni interdittive (divieto di contrattare con la PA, revoca o sospensione delle autorizzazioni, commissariamento giudiziale…).

Fortunatamente è prevista una circostanza esimente dalla responsabilità dell’impresa: l’adozione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo idoneo ad evitare la commissione delle fattispecie di reato previste dal decreto.

L’esonero dalla responsabilità dell’ente opera qualora si riesca a dimostrare:

  • di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, Modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  • di vigilare sul funzionamento, sull’osservanza dei Modelli e di curare il loro aggiornamento attraverso un organismo dell’ente (Organismo di Vigilanza – O.d.V.) dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo;
  • che le persone che hanno commesso il reato abbiano eluso fraudolentemente i Modelli di Organizzazione e di gestione

L’adozione del Modello 231, rappresenta inoltre per l’azienda un ulteriore elemento di garanzia nei confronti degli stake holders e di un mercato sempre più attento alle tematiche della Responsabilità Sociale e dell’etica d’impresa.

Molte Pubbliche Amministrazioni, infatti, hanno cominciato a richiedere tra i requisiti per la partecipazione ai bandi di gara, una autocertificazione aziendale attestante l’assenza di condanne e/o di procedimenti in corso per i reati di cui al D.lgs. 231/2001, pena l’esclusione dell’ente candidato.  In alcuni casi è addirittura richiesta l’adozione di un vero e proprio sistema di gestione.

Bernieri Consulting offre la propria  consulenza per la realizzazione e l’ implementazione del Modello 231: unica possibilità degli enti per invocare l’esimente della non punibilità prevista dalla Legge nell’ipotesi di commissione dei reati.

Lo staff impegnato nella consulenza sui modelli organizzativi 231 è composto da professionisti in diversi rami, tutti di estrazione legale, amministrativa e contabile. Ne fanno parte esperti in problematiche societarie, di diritto del lavoro e di organizzazione e procedure aziendali nonchè avvocati civilisti, amministrativi e penalisti.

Il servizio è schematicamente così articolato:

  • valutazione preliminare sull’opportunità di adozione del modello e sulle eventuali problematiche di attuazione
  • elaborazione e predisposizione di appositi “Modelli di organizzazione, gestione e controllo” che tengano conto delle peculiarità di ciascuna realtà aziendale (parte generale, parte speciale, codice etico, regolamento O.d.V, ecc.);
  • redazione o integrazione di procedure aziendali conformi ai principi indicati nel Modello stesso e adeguamento della contrattualistica in essere;
  • supporto all’O.d.V. nello svolgimento delle varie attività (eventuale assunzione del ruolo di O.d.V.);
  • erogazione della formazione al personale dipendente.

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I NOSTRI SEVIZI

Bernieri Consulting

  • assiste le aziende nella valutazione sull’opportunità di dotarsi di un Sistema Di Gestione,
  • elabora e realizza il sistema di gestione,
  • guida le aziende nell’implementazione e nell’attuazione del SDG,
  • assume il ruolo di Organismo di Vigilanza.

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Autovalutazione

Per una rapida e semplice valutazione dell’opportunità di adozione di un sistema di gestione, abbiamo realizzato una  procedura guidata per l’autoanalisi aziendale.

La valutazione è ANONIMA, GRATUITA e può essere effettuata direttamente dall’utente online in qualsiasi momento e da qualsiasi computer.

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Elenco vigente dei reati previsti dal D.Lgs. 231/01

Le fattispecie di reato che sono suscettibili di configurare la responsabilità amministrativa dell’ente sono soltanto quelle espressamente elencate dal legislatore, e quindi:

> Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 24, D.Lgs. 231/01).
– Malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.);
– Indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.316-ter c.p.);
– Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.640, comma 2, n.1, c.p.);
– Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.);
– Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.).

> Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 marzo 2008 n. 48, art. 7]
– falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p.);
– accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);
– detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);
– diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.);
– intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);
– installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 615-quinquies c.p.);
– danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);
– danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);
– danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.);
– danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);
– frode informatica del certificatore di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.)

> Delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 15 luglio 2009, n. 94, art. 2, co. 29].
– Associazione per delinquere (art. 416 c.p., ad eccezione del sesto comma);
– Associazione a delinquere finalizzata alla riduzione o al mantenimento in schiavitù, alla tratta di persone, all’acquisto e alienazione di schiavi ed ai reati concernenti le violazioni delle disposizioni sull’immigrazione clandestina di cui all’art. 12 d. lgs 286/1998 (art. 416, sesto comma, c.p.);
– Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.);
– Scambio elettorale politico-mafioso (art. 416-ter c.p.);
– Sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.);
– Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 DPR 9 ottobre 1990, n. 309);
– Illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo(*) (art. 407, co. 2, lett. a), numero 5), c.p.p.).
(*) Escluse quelle denominate «da bersaglio da sala», o ad emissione di gas, nonché le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte i cui proiettili erogano un’energia cinetica superiore a 7,5 joule, e gli strumenti lanciarazzi, salvo che si tratti di armi destinate alla pesca ovvero di armi e strumenti per i quali la “Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi” escluda, in relazione alle rispettive caratteristiche, l’attitudine a recare offesa alla persona.

> Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 25, D.Lgs. 231/01).
– Corruzione per un atto d’ufficio (art. 318 c.p.);
– Pene per il corruttore (art. 321 c.p.);
– Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.);
– Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.);
– Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.);
– Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);
– Concussione (art. 317 c.p.).

> Reati di falso nummario (art. 25-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.L. 25 settembre 2001 n. 350, art. 6, D.L. convertito con modificazioni dalla legge n. 409 del 23/11/2001; modificato dalla legge n. 99 del 23/07/09 ].
– Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 c.p.);
– Alterazione di monete (art. 454 c.p.);
– Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.);
– Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.);
– Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati (art. 459 c.p.);
– Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo (art. 460 c.p.);
– Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata (art. 461 c.p.);
– Uso di valori di bollo contraffatti o alterati (art. 464 c.p.);
– Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 473 c.p.);
– Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.).

> Delitti contro l’industria e il commercio (art. 25-bis.1., D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla legge n. 99 del 23/07/09 ]
– Turbata libertà dell’industria o del commercio (art. 513 c.p.);
– Frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.);
– Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.);
– Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.);
– Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517-ter c.p.);
– Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517-quater c.p.);
– Illecita concorrenza con minaccia o violenza” (art. 513-bis c.p.);
– Frodi contro le industrie nazionali (art. 514).

> Reati societari (art. 25-ter, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 11 aprile 2002 n. 61, art. 3].
– False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);
– False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622, comma 1 e 3, c.c.);
– Falso in prospetto (art. 2623, comma 1 e 2, c.c.) (l’art. 2623 è soppresso dal 12/01/2006 dalla Legge del 28/12/2005 n. 262 art. 34; al contrario, si legga anche “Il falso in prospetto come reato presupposto ex d.lgs. 231/01”);
– Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art. 2624, comma 1 e 2, c.c.);
– Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.);
– Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.);
– Indebita restituzione di conferimenti (art. 2626 c.c.);
– Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.);
– Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.);
– Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.);
– Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);
– Illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.);
– Aggiotaggio (art. 2637 c.c.);
– Omessa comunicazione del conflitto d’interessi (art. 2629-bis c.c.) [Articolo aggiunto dalla L. 28 dicembre 2005, n. 262, art. 31];
– Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, comma 1 e 2, c.c.).

> Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art. 25-quater, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 14 gennaio 2003 n. 7, art. 3].

> Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.) (art. 25-quater.1, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 9 gennaio 2006 n. 7, art. 8].

> Delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 11/08/2003 n. 228, art. 5].
– Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 c.p.);
– Prostituzione minorile (art. 600-bis c.p.);
– Pornografia minorile (art. 600-ter c.p.);
– Detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater);
– Pornografia virtuale (art. 600-quater.1 c.p.) [aggiunto dall’art. 10, L. 6 febbraio 2006 n. 38];
– Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.);
– Tratta di persone (art. 601 c.p.);
– Acquisto e alienazione di schiavi (art. 602 c.p.).

> Reati di abuso di mercato (art. 25-sexies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 aprile 2005 n. 62, art. 9].
– Abuso di informazioni privilegiate (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 184);
– Manipolazione del mercato (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 185).

> Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro (art. 25-septies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 3 agosto 2007 n. 123, art. 9].
– Omicidio colposo (art. 589 c.p.);
– Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.).

> Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231, art. 63, co. 3].
– Ricettazione (art. 648 c.p.)
– Riciclaggio (art. 648-bis c.p.);
– Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.).

> Delitti in materia di violazione del diritto d’autore (art. 25-novies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla legge n. 99 del 23/07/09 ]
– Messa a disposizione del pubblico, in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, di un’opera dell’ingegno protetta, o di parte di essa (art. 171, l. 633/1941 comma 1 lett a) bis);
– Reati di cui al punto precedente commessi su opere altrui non destinate alla pubblicazione qualora ne risulti offeso l’onore o la reputazione (art. 171, l. 633/1941 comma 3);
– Abusiva duplicazione, per trarne profitto, di programmi per elaboratore; importazione, distribuzione, vendita o detenzione a scopo commerciale o imprenditoriale o concessione in locazione di programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE; predisposizione di mezzi per rimuovere o eludere i dispositivi di protezione di programmi per elaboratori (art. 171-bis l. 633/1941 comma 1);
– Riproduzione, trasferimento su altro supporto, distribuzione, comunicazione, presentazione o dimostrazione in pubblico, del contenuto di una banca dati; estrazione o reimpiego della banca dati; distribuzione, vendita o concessione in locazione di banche di dati (art. 171-bis l. 633/1941 comma 2);
– Abusiva duplicazione, riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, di opere dell’ingegno destinate al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio di dischi, nastri o supporti analoghi o ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico musicali, multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati; riproduzione, duplicazione, trasmissione o diffusione abusiva, vendita o commercio, cessione a qualsiasi titolo o importazione abusiva di oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi; immissione in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, di un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa (art. 171-ter l. 633/1941);
– Mancata comunicazione alla SIAE dei dati di identificazione dei supporti non soggetti al contrassegno o falsa dichiarazione (art. 171-septies l. 633/1941);
– Fraudolenta produzione, vendita, importazione, promozione, installazione, modifica, utilizzo per uso pubblico e privato di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale (art. 171-octies l. 633/1941).

> Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 25-novies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 3 agosto 2009 n. 116, art. 4] (commento 1).
– Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.).

La responsabilità amministrativa di un ente sorge anche in relazione ai seguenti reati:
> Reati transnazionali (Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10).
L’art. 3 della legge definisce reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonchè: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.
– Associazione per delinquere (art. 416 c.p.);
– Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.);
– Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43);
– Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309);
– Riciclaggio (art. 648-bis c.p.) (abrogato dal D.Lgs. 231/07, art. 64, co. 1, let. f);
– Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.) (abrogato dal D.Lgs. 231/07, art. 64, co. 1, let. f);
– Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286);
– Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.);
– Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.).