Importante sentenza della Cassazione sul comportamento dei lavoratori in materia di sicurezza: LEGITTIMO il licenziamento in caso di comportamento a rischio.

La corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa inflitto al dipendente per la reiterata inottemperanza al divieto di fumo in locali dove sono presenti materiali infiammabili, inadempienza oggetto di richiami da parte del superiore gerarchico. Il potenziale pericolo creato dall’azienda lede in modo irreparabile il rapporto di fiducia con il datore[…]

Incompatibilità tra attività extralavorativa e assenza per malattia

L’espletamento di altra attività, lavorativa ed extralavorativa, da parte del lavoratore durante lo stato di malattia, è idoneo a violare i doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell’adempimento dell’obbligazione e a giustificare il recesso del datore di lavoro, laddove si riscontri che l’attività espletata costituisca indice di una scarsa attenzione del lavoratore alla propria[…]

Sentenza di Cassazione: legittime le mansioni amministrative al posto delle pause per i videoterminalisti

Una sentenza dirime un’annosa questione sulla natura delle interruzioni dell’attività dei videoterminalisti. Le pause non vanno intese come riposo ma come attività lavorativa avente caratteristiche differenti rispetto all’uso del videoterminale, pertanto l’attribuzione a mansioni amministrative può essere considerata una modalità idonea per l’organizzazione delle suddette interruzioni. Con sentenza n. 2679 dell’11 febbraio 2015, la Corte[…]

Condannata l’INAIL: la cassazione riconosce la malattia professionale per uso intenso di cellulare ed esposizione a radiofrequenze

La Cassazione Civile con la sentenza n.17438 del 12 ottobre 2012 ha affermato una sussistenza sul rapporto di concasualità tra intenso uso di cellulare e le patologie tumorali condannando l’INAIL a riconoscere la malattia professionale e a corrispondere la rendita prevista per l’invalidità all’80%. Il manager coinvolto in questa situazione ha sviluppato un “neurinoma del[…]

Sentenza sull’obbligo di aggiornamento dell’RSPP, ulteriore rispetto alle norme vigenti in materia di sicurezza del lavoro

Con la sentenza n. 104 del 4 gennaio 2011, la quarta sezione penale della Cassazione ha affermato che nell’esercizio di attività lavorative pericolose, il datore di lavoro e l’RSPP sono tenuti a realizzare il più spinto aggiornamento tecnico su base mondiale prima ancora che si verifichi l’infortunio, indipendentemente da eventuali carenze normative di settore, non[…]

ThyssenKrupp: in arrivo le motivazioni della sentenza

Mancano al massimo 10 giorni per leggere le motivazioni della sentenza del processo ThyssenKrupp. Il dispositivo della sentenza di condanna di primo grado nell’ambito del processo ThyssenKrupp è datato 15 Aprile 2011. I 90 giorni di tempo che ha a disposizione il tribunale per depositare le motivazioni della sentenza scadranno il 14 Luglio 2011. Nel[…]

Garante Privacy: Pubblicate le Linee guida per l’informazione giuridica

Regole più chiare per la pubblicazione di sentenze e provvedimenti giurisdizionali su riviste giuridiche, cd rom, dvd, siti istituzionali e maggiori tutele per i minori coinvolti in vicende processuali. Il Garante per la privacy, sulla base di segnalazioni e quesiti ricevuti e dopo ampia consultazione con gli operatori e gli editori del settore, ha adottato[…]

Imminente procedura di infrazione per l’Italia in materia di sicurezza del lavoro

La Commissione europea sta valutando in questi giorni l’apertura di una nuova procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per violazione della direttiva 89/391/CEE. L’unità “Salute sicurezza e igiene sul luogo di lavoro”, della Commissione Europea Occupazione, Affari Sociali, Pari Opportunità, ha presentato la denuncia lo scorso anno. La Commissione ha il compito di adottare formalmente[…]

La Cassazione attribuisce all’intero CDA la responsabilità per gravi inadempienze in materia di sicurezza del lavoro

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 38991 del 4 novembre 2010, ha condannato l’intero consiglio di amministrazione di un’impresa a risponderne in caso di gravi inadempienze sulla sicurezza. La Cassazione ha confermato le condanne dei membri del CdA e del direttore dello stabilimento indipendentemente dalle conoscenze del tempo. La corte chiarisce che: “anche[…]